Si dice che “gli occhi sono lo specchio dell’anima”: esprimono le nostre emozioni più profonde, il nostro stato interiore, la meraviglia!
La Parola di questa domenica, credo, ci voglia sollecitare proprio ad avere uno sguardo diverso, ricco di meraviglia, come quello dei bambini, dei piccoli. Il versetto alleluiatico lo ricorda: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno” (Mt 11,25). Farsi piccoli per accogliere e contemplare qualcosa di grande!
Nella prima lettura, tratta dal libro del Siracide, si parla della Sapienza del Signore, un dono gratuito che Lui ci fa per guidarci a ricercare il bene. Una Sapienza che vede ogni cosa, conosce ogni opera: i suoi occhi sono su coloro che lo temono. Da queste poche parole emerge quello che è lo sguardo del Signore: uno sguardo che conosce — Dio vede dentro — che custodisce e ci protegge; che libera e chiama alla responsabilità, perché ogni gesto ha peso, eco, conseguenza.
Anche Paolo, nella seconda lettura, citando il profeta Isaia, ci consegna parole riguardanti all’importanza dello sguardo: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Lo occhio di Dio vede ciò che l’occhio umano non può vedere, un “essenziale invisibile agli occhi”, direbbe Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, preparando ciò che il cuore umano non osa ancora desiderare. Solo a chi si apre a questa visione — nel timore e nell’amore — Dio lascia intravedere la realtà nascosta che già ci sostiene.
Nell Vangelo, Gesù porta la legge al suo compimento spostando il baricentro: dall’osservanza esterna a una trasformazione interiore. Con l’“Avete inteso che fu detto… ma io vi dico”, egli non distrugge ciò che è stato, ma ne svela la profondità, guardandola con occhi nuovi. La giustizia che chiede non è quella del gesto minimo indispensabile, ma quella che lascia che lo sguardo, il desiderio e la parola vengano purificati. È la giustizia di chi sceglie la riconciliazione prima del rito, la verità prima del giuramento, il fratello prima della colpa.
Con le parole del salmo chiediamo al Signore: “Aprimi gli occhi”: solo così potremo riconoscere le meraviglie che Lui opera nella nostra vita!
Alessio Caldararo, V anno