La liturgia di questa seconda domenica d’Avvento ci conduce nel deserto, un luogo silenzioso e spoglio, dove ogni uomo, lontano dal rumore della quotidianità, può ascoltare la parte più profonda di sé. “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” Questo monito, che ci viene consegnato, non è una parola morbida o una carezza, ma un richiamo che ci scuote e ci richiama a cambiare la direzione che abbiamo dato alla nostra vita. La figura del Battista, in questa domenica, ci ricorda che non c’è Avvento senza conversione: esso non è solo come cambiamento morale, ma è il movimento di tornare nel profondo del nostro cuore, lasciando che Dio rimetta ordine in ciò che nella nostra vita è disordinato e illumini ciò che è confuso. In questo modo Colui che battezzerà in Spirito Santo e fuoco, Colui che non spezza la canna incrinata, ci libererà, restituendoci dignità. L’Avvento non è un tempo sentimentale, ma un tempo in cui siamo chiamati a fare verità, a mettere ordine. Lasciamoci allora condurre in quelle parti deserte della nostra vita, per ascoltare quella voce che ci invita a prepararci a incontrare il Signore.
La liturgia di questa seconda domenica d’Avvento ci conduce nel deserto, un luogo silenzioso e spoglio, dove ogni uomo, lontano dal rumore della quotidianità, può ascoltare la parte più profonda di sé. “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” Questo monito, che ci viene consegnato, non è una parola morbida o una carezza, ma un richiamo che ci scuote e ci richiama a cambiare la direzione che abbiamo dato alla nostra vita. La figura del Battista, in questa domenica, ci ricorda che non c’è Avvento senza conversione: esso non è solo come cambiamento morale, ma è il movimento di tornare nel profondo del nostro cuore, lasciando che Dio rimetta ordine in ciò che nella nostra vita è disordinato e illumini ciò che è confuso. In questo modo Colui che battezzerà in Spirito Santo e fuoco, Colui che non spezza la canna incrinata, ci libererà, restituendoci dignità. L’Avvento non è un tempo sentimentale, ma un tempo in cui siamo chiamati a fare verità, a mettere ordine. Lasciamoci allora condurre in quelle parti deserte della nostra vita, per ascoltare quella voce che ci invita a prepararci a incontrare il Signore.
Cristian Candiota, V anno
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