«Il Signore […] li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi» (Lc 10, 1). Inviati senza clamore, senza troppe domande, non protagonisti, ma chiamati a precedere il Signore, a portare il suo messaggio di speranza; non soli, ma insieme. “A due a due”: compagni di strada prima ancora che annunciatori. È questa la chiave più autentica della Missione Giovani nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi: non portare qualcosa di proprio, ma preparare il terreno, ascoltare, incontrare, riconoscere i segni di una presenza che già opera nei cuori. Abbiamo vissuto questa esperienza dal 31 gennaio all’8 febbraio, girando tra le scuole e le vie delle città di questa diocesi, nelle parrocchie, nei locali e nei pub e in qualsiasi luogo abitato da giovani. Il tema scelto per la missione è stato “Fate luce, non scintille”, una esortazione del venerabile vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, Mons. Antonio Bello, che rivolgendosi ai giovani liceali, invitava questi a non accontentarsi di bagliori passeggeri, ma a diventare luce vera nel mondo, presenza coerente e segno di speranza concreta. In ogni scuola e in ogni comunità parrocchiale abbiamo incontrato volti, storie, famiglie, accolto sorrisi, ma anche lacrime; abbiamo ascoltato domande leggere e interrogativi profondi, e spesso, dietro uno sguardo timido, si è intravista una sete di senso che chiedeva solo di essere ascoltata. “Fate luce, non scintille” è diventato così non solo uno slogan, ma un impegno reciproco per i giovani incontrati, chiamati a non sprecare la propria vita inseguendo ciò che brilla solo per un attimo. Noi seminaristi, siamo stati chiamati a essere testimoni credibili, prima ancora che bravi oratori.
Al termine della missione resta la consapevolezza di aver ricevuto molto più di quanto si sia dato. Perché ogni incontro lascia un segno, non una scintilla destinata a spegnersi, ma una fiamma da custodire nella quotidianità. Forse questa è la più grande bellezza della missione: scoprire che Dio continua a manifestarsi nelle scelte coraggiose, negli occhi pieni di speranza di chi è disposto a cercare e a cercarlo.
Christian Fracchiolla, II anno