Le parole rivolte da Gesù ai discepoli ancora radunati sul monte, non costituiscono un mero invito, ma delineano l’identità del chiamato che fa dell’incontro con Cristo il fondamento della vita e l’orizzonte delle proprie scelte.
Le due immagini proposte dal Maestro trovano tra loro uno stretto legame a motivo della vocazione rivolta da Dio alla Chiesa.
Essere sale della terra significa partecipare alla missione stessa di Dio nel mondo. Il sale non crea il sapore ma lo custodisce e lo rivela; così il credente, innestato in Cristo, è chiamato a rendere visibile il senso ultimo della realtà, che trova in Dio il suo principio e il suo compimento. Il sale, nel linguaggio biblico, è segno di alleanza, fedeltà e incorruttibilità. Essere sale della terra vuol dire camminare nella memoria viva dell’alleanza e contrastare la corruzione del peccato non con la forza ma con la testimonianza di una vita trasformata dalla grazia. In sintesi, il credente, come il sale, non solo è una presenza discreta ma decisiva, che preserva il mondo dalla perdita di senso e lo orienta verso il suo compimento ultimo in Cristo.
Essere luce del mondo, invece, significa partecipare alla rivelazione stessa di Dio che in Cristo si è manifestato come Luce vera capace di illuminare ogni uomo. La luce non crea ciò che mostra ma lo rende visibile. Il credente è, pertanto, non un soggetto autoreferenziale ma riflesso della luce di Cristo ed è chiamato a rendere riconoscibile nel mondo l’agire di Dio.
Essere sale della terra e luce del mondo nella Chiesa diventano un’unica grande vocazione: come sale essa è chiamata a custodire il senso della realtà e a preservare l’umanità dalla perdita del suo orientamento; come luce è chiamata a rendere visibile la verità e la speranza che trovano in Cristo la loro origine.
Tale missione trova la sua sorgente nell’ascolto della Parola di Dio: solo una Chiesa che si lascia continuamente plasmare dalla Parola può restare sale che non diventa insipido e luce che non si spegne. Nelle Parole del suo Maestro la Chiesa ritrova la sua identità e la sua forza per diventare nel mondo segno vivo della presenza di Dio.
Sollecitati dalla Liturgia odierna: Siamo sale della terra, Luce del mondo!
Damiano Gianfreda, V anno