«Convertitevi perché il Regno dei Cieli è vicino»: l’inizio del ministero pubblico di Gesù inizia con la stessa frase che il Battista pronunciava durante i suoi battesimi al fiume Giordano.
Questo tempo che viviamo tra il Natale e l’inizio della Quaresima ci rimanda ad una dimensione essenziale della nostra esistenza: quella della piccolezza. Il verbo “umiliare”, presente in Isaia, può essere tradotto con essere piccolo, restare benedetti, abbattere l’orgoglio: il nostro modo di essere e di fare nella nostra quotidianità può essere oscurato da tanti fattori, ma la Parola consegnata dal Signore ci apre a una nuova conversione che può avvenire qui ed ora.
Il Signore ci sta dando l’opportunità -come i pescatori- di poterlo seguire in pienezza di vita, di andare oltre le fatiche che attraversiamo, facendone di esse strumento di Resurrezione. Siamo chiamati a consegnarci all’amore di Dio, a vivere ogni giorno la grazia del Battesimo che ci fa sentire figli amati di Dio Padre e che ci fa tornare alla gioia primitiva: la gioia di dimorare in Cristo e per Cristo, la gioia di una vita spinta dal soffio dello Spirito che apre alla novità e all’opportunità. Siamo chiamati ad essere strumenti di nuove opportunità, avendo sempre la mano tesa verso il fratello, andando oltre le barriere esistenziali che noi ci costruiamo. Paolo, a tal proposito, ci ricorda che l’unità del Corpo di Cristo è un’unità nella diversità. Questa multiformità, anche se ci spaventa, è ciò di cui abbiamo bisogno, perché essa ci edifica come cristiani e ci fa camminare verso la vera Luce, quella che conduce ai quieti pascoli e al dono di sé.
Ognuno di noi può essere segno di salvezza e di speranza oggi.
Pietro Di Bari, IV anno