Il Cenacolo è il luogo che profuma di intimità, di casa, di sentimenti contrastanti; è il luogo dove Gesù e i suoi apostoli “mangiano” l’ultima Pasqua insieme. Gesù ha da poco annunciato che uno di loro lo avrebbe tradito (sebbene tutti lo tradiranno, fuggendo e lasciandolo solo) e Pietro ha uno slancio di coraggio affermando di voler dare la vita per Lui.
Gesù dice a tutti: «Non sia turbato il vostro cuore». Sembra un’affermazione fuori luogo del Maestro: c’è angoscia e paura nel cuore dei discepoli, Lui sta per essere giudicato e ucciso, sembra che tutto stia per finire. Perché dice questo? Gesù conosce bene chi ha di fronte, sa che sono molto legati a Lui e alla sua presenza fisica. Per i discepoli è molto importante avere una casa e avere Gesù, tant’è vero che hanno lasciato tutto per seguirlo. L’idea di trovarsi, a un certo punto, a perdere sia una dimora sia Gesù ha creato in loro un forte turbamento.
Gesù dice: «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?». Questa preoccupazione dei discepoli risuona familiare a ciascuno di noi, in quanto, dal momento in cui si esce dal grembo materno fino all’ultimo giorno, vi è sempre il desiderio di avere una dimora o un riparo sicuro. Gesù parla del Padre, affermando che è nella Sua casa la risposta all’inquietudine umana. Sant’Agostino dirà nelle Confessioni: «Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te» (Confessioni, I, 1,1).
Tutto ciò può sembrare astratto, ma questa dimora non è solo una meta e neanche un viaggio da compiere. Una volta preparato il posto per i suoi, Gesù promette che ritornerà per prenderli con sé.
Dopo ciò Gesù dice ai suoi discepoli che conoscono il sentiero per giungere alla casa del Padre. Infatti, quando Tommaso chiede quale sia la via e Filippo sembra voler conoscere la scorciatoia per arrivare al Padre chiedendo di vederlo direttamente, Gesù non consegna ai discepoli una mappa o una scorciatoia per arrivare al Padre ma sè stesso: la strada che indica loro è la stessa che percorre Lui. Gesù stesso è la via. I discepoli conoscono Gesù e, conoscendo Gesù, conoscono il Padre. Basta questo. La relazione con Gesù, e quindi con il Padre, è la dimora sicura che il nostro cuore cerca. Ovunque io sia, mi basta sapere di stare con Gesù ed è allora che si apre il cammino; so quindi dove andare per continuare l’opera iniziata, per continuare a compiere le opere fatte da Gesù, anzi, opere ancora più grandi.
Gabriele Suriano, III anno