In questo brano del Vangelo di Giovanni, Gesù parla attraverso un’immagine intima e rurale di pastorizia, familiare alla gente del suo tempo. Due sono gli aspetti che voglio approfondire in questo brano. Il primo lo prendo dai versetti 1-5, in cui vediamo Gesù come la voce del Pastore, e il secondo, dai versetti 7-9, in cui vediamo Gesù come la porta delle pecore.
Nel Vangelo Gesù si definisce “la voce del pastore”. Gesù sottolinea che le sue pecore “conoscono la sua voce” e lo seguono. Nel nostro mondo moderno, siamo circondati dal frastuono di molte voci contrastanti: messaggi mondani, social media, insegnamenti non religiosi e false promesse di felicità. Gesù ci insegna che la voce del Buon Pastore è sommessa, dolce e si ode nelle Sacre Scritture, nei Sacramenti del Suo Corpo e Sangue che riceviamo quotidianamente nella celebrazione della Messa e nella preghiera. Quindi, cari fratelli e sorelle in Cristo, chiediamoci: nella nostra vita, dedichiamo abbastanza tempo al silenzio per ascoltare costantemente la voce di Cristo che ci parla? La vita cristiana richiede uno sforzo costante nella consapevolezza di dover ascoltare ciò che Cristo dice alla nostra coscienza, sapendo che torneremo a Dio nel giorno del giudizio. Dobbiamo essere persone disposte ad ascoltare costantemente la voce di Dio nella nostra vita.
Nei versetti successivi Gesù si paragona alla porta dell’ovile. Egli annuncia ai suoi discepoli: «Io sono la porta delle pecore». Egli non è solo il pastore che conduce, ma anche l’unica porta d’accesso, nonché la via che conduce a Dio Padre e alla vera salvezza. Se osserviamo attentamente, vedremo che questa immagine deriva dalla tradizione del pastore che dormiva di notte all’ingresso dell’ovile, diventando una barriera tra le sue pecore e i pericoli. Impariamo dunque da questo Vangelo che Cristo si frappone tra noi e le cose che distruggono l’anima. Egli è colui che ci protegge da ciò che danneggia la nostra carne e il nostro spirito.
Mentre riflettiamo su questo Vangelo, infine, ricordiamoci che le relazioni e le amicizie sono più che semplici formalità. Gesù, infatti, conosce le sue pecore per nome. Allo stesso modo anche noi dobbiamo conoscere coloro con cui viviamo e aiutarci a vicenda nella vita vivendo nell’amore e nella pace. Dobbiamo distinguere la voce del Buon Pastore dai falsi maestri o dai pensieri malvagi che ci conducono a cose cattive o contrarie alla vita.
Perciò, questa settimana, ascoltiamo la voce di Cristo nostro Pastore, confidiamo nella sua guida e camminiamo nelle vie che Dio ha preparato.
Hopewell Shonhe, III anno