Parlare del nostro cammino di seminario è sempre impegnativo perché le parole sono sempre riduttive. La gratitudine per la guida certa e costante segna il cuore di tutti noi. Tutte le vite incrociate e incontrate sono state la cartina di tornasole di quell’incontro personale che ci ha fatto incamminare. Tutto è comunità e la ricchezza, grazie a rettore e formatori, è stata sempre far dialogare le nostre differenze. Il dialogo con la parola, le tracce formative, i laboratori, l’iniziazione pastorale e tanto altro, tutto ha contribuito ad incarnarci sempre più a Cristo e alla realtà concreta. Vengono subito alla mente le parole che don Gianni disse ad una veglia per i ministeri qualche anno fa, sull’essere servi inutili ( LC 17, 10). Servi inutili non per seguire una falsa umiltà, che annienta i talenti, ma saper consegnare le mani, il cuore, la vita a Dio per essere ” gratuiti”, per saper essere utili ma in Lui. Il seminario ha fatto incarnare quel primo incontro e forse l’augurio per tutti è ricordare. Il seminario ha fatto incarnare quel primo incontro e forse l’augurio per tutti è ricordare sempre come l’intervento del Signore abbia trasformato e dato linfa vitale alla nostra vita, non eliminando il limite ma illuminandolo per saperlo affrontare ed essere più liberi. Dio non delude mai e dona sempre di più di quello che promette.
Gabriele Bergamo, VI anno